Le idi di aprile

scritto da Italo Rapacciuolo
Scritto 2 giorni fa • Pubblicato 2 giorni fa • Revisionato Ieri
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Autore del testo Italo Rapacciuolo

Testo: Le idi di aprile
di Italo Rapacciuolo

Quando Icaro cadde si spensero le stelle 
si chiuse l'atrio delle gemme scarlatte,
ma un lume si accese nella stanza della speranza,
un lume che diceva: ancora si può volare.
La pioggia dorata scendeva dal pene di Apollo
il mare era calmo con qualche sbuffo qua' e là,
e le sirene pregavano la vita che come sabbia
penetrava dentro ventricoli del tempo.
E tu che mi rimanevi vicina, a sostenermi  ad amarmi, ancora.
Quando nacque Davide le aquile festeggiarono
la venuta di un piccolo re,
e le lepri giocavano, le talpe vedevano,
nella stanza dell'amore si sentì un profumo di more,
e dal cielo lo spirito di Icaro fluttuava
ai margini dei seni di Venere, e dalla terra spighe
di grano danzavano al ritmo del sole.
Erano le idi di aprile e gocce di luce cadevano
dai verbi di moto a luogo,
e tu dormivi sulle sponde dello Stige
e la piccola Afrodite giocava con la spada e lo scudo,
poi si posò sulle ali di un tappeto volante.
Erano le idi di un giorno nuovo 
e il cuore di paglia dello spaventapasseri
divenne carne viva, e incominciò a ballare sui campi
appena mietuti, sulle parole appena credute,
e io a lanciarmi in un tuffo perfetto
tra lo scoglio amato e il mio acquatico 
letto.






Le idi di aprile testo di Italo Rapacciuolo
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